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Viene presentata a concorso la prima parte, dedicata ad Alessandro Valignano, del documentario “Giappone – Abruzzo: le connessioni nascoste”.
Il documentario si apre con una breve descrizione del Giappone ben presente nell’immaginario collettivo degli occidentali, supportata da immagini girate a Tokyo e Osaka. Le immagini cliché piano piano scemano per far posto – in un viaggio ideale e fisico verso la prefettura di Nagasaki – ad altre meno scontate come per esempio la cattedrale cattolica di Oura. In effetti, se si “teletrasportasse” qui un italiano, egli potrebbe pensare di essere in un posto qualsiasi in Italia o in Europa, non di certo immaginerebbe di trovarsi in Giappone. Queste immagini, per quanto poco scontate, preludono alla vera sorpresa, che lo spettatore avrà nel porto di Minami-Shimabara, dove spicca un busto di Alessandro Valignano – la stessa identica statua che si trova a Chieti, in Abruzzo, città nella quale il gesuita è nato.
Questa è solo una delle diverse connessioni che legano il Giappone all’ Abruzzo in particolare, regione che i giapponesi considerano “Porta dell’Europa” grazie appunto all’azione di Valignano.
Alessia Ambrosini viene da un percorso atipico. Dopo aver conseguito il diploma di maturità classica e la laurea in Economia e Commercio, è stata una delle prime donne in Italia a occuparsi di nomi a dominio internet (ha fatto parte della Naming Authority Italiana tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila e ha lavorato per 20 anni nel settore delle telecomunicazioni). Grazie a questo background tecnico è stata una delle prime donne a utilizzare l’intelligenza artificiale in campo cinematografico, sia per la generazione delle scene, sia per lagenerazione delle musiche.
Dal 2004 è amministratore unico della Monti & Ambrosini S.r.l., società specializzata in consulenza gestionale, editoria libraria e, dal 2022, anche di produzioni audiovisive.“
note di regia Al fine di mantenere il focus sulle informazioni, si è deciso di mantenere la fotografia semplice, quasi rozza, in maniera che le immagini non sovrastino mai la storia.
di associazione ACMA