Antonio Haupala, nasce a Bangkok, in Thailandia, nel 1956 si trasferirà negli anni dell'adolescenza ad Indianapolis negli Usa.
Mantova diventa la sua città adottiva, dove attualmente vive e lavora.
Le sue origini orientali ci fanno capire il variegato mondo della sua arte, sempre in bilico tra due mondi così diversi, che in lui trovano una fusione equilibrata e sofisticata.
Il suo lavoro ci proietta all'interno di un mondo fatto di gesti accoglienti e familiari, di colori soffusi e delicati, da cui prendono vita figure di donne in atteggiamenti d'intima complicità.
Delle sue origini conserva solo alcune ‘attitudini’, come l’uso di decorare la cornice, o l’importanza che viene data al momento meditativo e trascendentale piuttosto che ai personaggi ritratti, i contenuti invece sono senz’altro quelli tipici dell’arte occidentale, attinta dalla tradizione pittorica della seconda metà dell'ottocento e del primo novecento.
I suoi soggetti non hanno nulla di referenziale e le scene sono ispirate dalla memoria e dal ricordo, rinfrancate della pace domestica.
Il gesto del dipingere, deve essere accompagnato da un sentimento per le cose che vengono realizzate infondendo un ‘animus’ nei singoli oggetti-soggetti, farli cioè rivivere di vita propria.
La personale pescarese arriva dopo importanti esposizioni in contesti di rilevanza internazionale: Haupala ha più volte esposto all’Artexpo di New York (2002, 2003, 2004), a testimonianza della stima di cui gode oltreoceano; al II° Salon ‘L’Art de Vivre Italien’ a Parigi (2005); alla VIII° Edizione della Biennale Internazionale d’Arte di Roma (2010), oltre che in numerose città italiane, procurandogli enormi consensi di critica e di pubblico.